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Isola di Bergeggi: il Canalone

La parete scende verticalmente fino ad una trentina di metri di profondità, superando una zona pianeggiante dove in primavera non è difficile incontrare le rane pescatrici.

Il percorso è caratterizzato da Parazoanthus e spugne ed è ricco di tane dove è facile incontrare gronghi e murene che coabitano la stessa tana.

Con un po’ di fortuna si possono vedere branchi di dentici in caccia.

Profondità 8/32 metri.
Difficoltà media.
Brevetto Necessario: Avanzato.

Isola di Bergeggi: la Franata

Si tratta di una bella parete verticale ricca di spaccature nelle quali si annidano gronghi, scorfani, ed aragoste, il tutto arricchito da nuvole di Anthias.

Scendendo sul pendio di ponente, questi degrada offrendo buona presa a Cerianthus e Spirografi.

In prossimità dei trenta metri un gruppo di rocce delimita il confine più profondo: è il regno dei saraghi e dei dentici, impegnati nella caccia ad altre specie.

Profondità 20/30 metri.
Difficoltà media.
Brevetto Necessario: Avanzato

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Isola di Bergeggi: il Pifferaio

È una delle zone più battute dai sub quando le condizioni del mare non sono buone.

Punto di riferimento dell’immersione è una struttura metallica, dalla quale si può raggiungere un pianoro ad una decina di metri di profondità; proseguendo si incontra una caduta rocciosa che arriva fino ai 18 metri di profondità.

Oltre a pesce da tana, in acqua libera nuotano saraghi, occhiate, donzelle e ricciole.

Profondità 9/18 metri
Difficoltà facile
Brevetto Necessario: Primo Livello

Relitto del Tiflys

Era stata costruita con acciaio speciale, ad uso bellico nel 1939 presso i cantieri di Tolone, misurava 76 metri in lunghezza, 10 in larghezza ed aveva una stazza di 1369 tonnellate.

Affondò il 14 Gennaio 1943 al largo del porto di Loano centrata da un sommergibile inglese investendo la prua sul lato di dritta dove ancora si possono osservare i danni causati dalla deflagrazione.

Il relitto, adagiato sul fondo in assetto di navigazione, è visitabile con le sue strutture e le varie dotazioni in ottimo stato di conservazione.

E’ affascinante osservalo nella sua interezza, completamente avvolto dalla rosa di migliaia di castagnole e nei particolari a partire dalla zona poppiera ancora dotata di timone ed elica fin sulla coperta dove si trovano ancora ingranaggi e rinvii che trasmettevano il movimento alla ruota del timone.

Profondità 45/51 metri
Difficoltà impegnativa.

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Relitto dell'Haven

Definita la “Regina del Mediterraneo”, la superpetroliera Haven è uno dei più grossi relitti di tutto il Mare Nostrum.

Lunga 334 metri e larga 26, affondò al largo di Arenzano il 14 Aprile 1991; la causa del suo naufragio è da imputare ad un potentissimo ed incontrollabile incendio che si sviluppò a bordo. Le immagini di questa terribile tragedia fecero praticamente il giro del mondo.

Date le caratteristiche tecniche, l’immersione sul relitto dell’Haven può essere condotta sia da subacquei ricreativi sia da subacquei tecnici.

Per maggiori informazioni consultare la scheda tecnica relativa.

Profondità 33/80 metri.
Difficoltà impegnativa.
Brevetto Necessario: Avanzato con abilitazione all’immersione profonda oppure brevetto di Immersione Tecnica

Secca del Corallo Nero

Ci troviamo a circa 40 metri di profondità e davanti a noi appare un gruppo di scogli completamente ricoperti di gorgonie rosse (Paramuricea clavata) e diversi tipi spugne multicolori.

Lo spettacolo qui è davvero incredibile; quando la luce delle nostre torce colpisce i meravigliosi rami delle gorgonie, tutto si dipinge di rosso.

Osservando poi bene da vicino i rami, si possono vedere nitidi i numerosissimi polipi estroflessi che si lasciano dondolare dalla corrente.

Ad un certo punto, come per magia, il rosso intenso a cui ci eravamo abituati cambia improvvisamente tonalità trasformandosi nel giallo carico di uno spettacolare ramo di corallo nero (Gerardia savaglia).

Questa immersione è senza dubbio una delle migliori della zona in quanto ci regala un incredibile paesaggio marino ad una profondità accessibile a tutti i sub in possesso di un brevetto avanzato.

Nel periodo primaverile, quando il mare non si è ancora troppo riscaldato è piuttosto facile incontrare qualche solitario esemplare di pesce San Pietro.

Profondità 35/37 metri.

Difficoltà impegnativa.

Brevetto Necessario: Avanzato con abilitazione per l’immersione profonda.

Leggenda Del Pesce San Pietro:
Per chi non la conoscesse ancora raccontiamo in breve la leggenda del pesce San Pietro da cui ne deriva proprio il nome.
Un giorno, sulle rive del mare, il grande Santo fu fermato da alcuni increduli che presero a schernirlo.
Allora San Pietro si ricordò di essere stato il più famoso pescatore di Galilea, mise una mano nell’acqua e con sole due dita tirò fuori un pesce, che subito dopo liberò.
Da quel giorno, per gratitudine, il pesce San Pietro reca, su ognuno dei suoi fianchi, l’impronta digitale del grande Santo e cioè il caratteristico ocello scuro che gli orna il corpo.

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Secca del Magazzino versante Est

Ad una cinquantina di metri dalla Secca del Magazzino versante Ovest troviamo un altro gruppo di scogli dove lo scenario non cambia.

E’ facile incontrare una grande abbondanza di tutte le varietà di pesci stanziali del Mediterraneo come scorfani rossi e scorfani neri, perchie, sciarrani, donzelle, bavose e ghiozzi di vari tipi, re di triglie, peperoncino minore, peperoncino giallo, qualche simpatico polpo ed a volte può anche capitare che durante la discesa nel blu si incontrino i buffissimi pesci luna (Mola mola).

Per gli appassionati di fotografia macro segnaliamo una notevole presenza di nudibranchi, fra cui vacchette di mare e flabelline.

Profondità 20/33 metri.
Difficoltà media.
Brevetto Necessario: Avanzato.

Secca del Magazzino versante Ovest

Di fronte alla diga artificiale del porto di Vado Ligure si trova una zona piuttosto ampia, composta da un gruppo di grossi scogli che si elevano dal fondo sedimentoso, chiamata Secca del Magazzino.

Lo scenario di questa immersione è formato da un fondale multicolore, in quanto le rocce sono completamente ricoperte da spugne incrostanti di vari tipi e migliaia di margherite di mare dal caratteristico colore giallo intenso, mentre nel blu nuotano incontrastate nuvole di castagnole nere e castagnole rosse.

Una bellissima Pinna nobilis, anch’essa incrostata di variopinte spugne, ha trovato qui perfetta dimora.

Tra gli anfratti e le fenditure degli scogli è piuttosto probabile incontrare gronghi e murene ed a volte si ha anche l’incredibile fortuna di trovare due esemplari che dividono la medesima tana, sia murena con murena sia grongo con murena.

Abbastanza usuale anche l’incontro con un paio di giovani e timide cernie brune, che vivono stabilmente nella zona da qualche anno.

Profondità 20/32 metri.

Difficoltà media.

Brevetto Necessario: Avanzato.

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Secca del Garage

La Secca del Garage è formata da un gruppo di rocce appoggiate ad un fondale sedimentoso ed è uno dei punti preferiti per chi ama la fotografia macro e la ricerca di piccoli soggetti, grazie soprattutto alla elevata biodiversità marina del sito.

In questa immersione, oltre a diverse specie di pesce Mediterraneo stanziale, si possono ammirare numerose spugne incrostanti dai colori più svariati, una grande quantità di cerianti, paguri sedentari, diversi tipi di nudibranchi e flabelline, grandi spirografi.

In estate, una profonda fenditura verticale diviene la tana stagionale di una grossa cernia errante.

Profondità 24/30 metri.
Difficoltà media.
Brevetto Necessario: Avanzato.

Secca dei Marassi

La secca dei Marassi è un’imponente panettone roccioso semicircolare, che si trova poco al largo della Secca delle Stelle.

La sommità è particolarmente estesa e pianeggiante ricca di spugne e idrozoi.

Le pareti compatte cadono verticalmente verso il mare aperto fino ai piedi del monolito dove, nel punto di congiunzione con il fondale, formano due belle grotte.

Una di queste due grotte, simile ad una larga crepa, è costantemente visitata da aragoste e qualche volta da astici.

Profondità 24/36 metri.
Difficoltà media.
Brevetto Necessario: Avanzato

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Secca delle Stelle

E’ un’immersione consigliata tanto ai principianti quanto ai sub esperti; la sua maggiore caratteristica è una spettacolare piramide rocciosa interamente coperta di Parazoanthus.

Si nota, inoltre una forte concentrazione di stelle marine, dalle quali la secca prende il nome, che convivono con numerosi briozoi e spugne.

Profondità 15/24 metri
Difficoltà facile
Brevetto Necessario: Primo Livello

Secca dei Ramoni

Immersione abbastanza impegnativa, data la profondità, ma davvero splendida, in cui si può ammirare una particolare roccia dalla forma allungata abitata da una colonia numerosa di magnifiche gorgonie rosse (Paramuricea clavata) dai grossi rami, da cui deriva il nome dell’immersione.

Ai piedi dello scoglio vi è una grande ancora incastrata, ora dimora della più svariata fauna marina.

Nelle spaccature della roccia, oltre al classico pesce Mediterraneo stanziale, a volte si possono trovare aragoste ed astici anche di notevoli dimensioni.

In questo particolare sito d’immersione è piuttosto facile incontrare numerosi pesci di passo come saraghi, dentici ed orate.

Profondità 42/50 metri.

Difficoltà impegnativa.

Brevetto Necessario: Avanzato con abilitazione per l’immersione profonda.

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